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Febbre suina: Federcarni preoccupata da “confusione” mediatica

Arriva la “psicosi” da febbre suina e i macellai italiani si trovano di fronte al problema della diffusione mediatica di messaggi fuorvianti. “Ho visto i titoli dei giornali questa mattina – ha detto il presidente di Federcarni Maurizio Arosio - e parlare di maiali infetti credo che non possa che generare paura. Ho i miei dubbi che non si scateni un’influenza mediatica così come accadde per l’aviaria”. Dai negozi di carni, tuttavia, “per ora non arrivano segnali di calo dei consumi, la gente sta andando normalmente a comprare carne di maiale”. Per quanto riguarda poi il pericolo che la carne infetta viva possa giungere in Italia, Arosio ha sottolineato che “la possibilità è meno dello 0,000 %”. Il presidente di Federcarni ha aggiunto che “anche se si verificasse una possibilità di questo tipo, non ci sarebbe pericolo visto che il contagio avviene da persona a persona così come avvenne per l'influenza aviaria”. Arosio inoltre, ha spiegato che il mercato nazionale ed europeo di carne di maiale “è autosufficiente e l'Italia è un grosso esportatore”.

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