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Il 2010 ci lascia con segnali di ripresa

Stenta ancora l’occupazione ma l’economia è in lieve ripresa. Più prudenti le famiglie, si punta al risparmio

Finisce lasciandoci segnali di speranza il 2010, un altro anno di crisi per Milano, nel quale però si iniziano a intravedere indicazioni di ripresa.
Continua intanto il trend multietnico della città di Milano, che ha visto crescere del +188% le ditte straniere in dieci anni, con quasi 22 mila imprese tra capoluogo e provincia con titolare non italiano. Parrucchieri, centri estetici e pizzerie tra i settori preferiti dagli imprenditori di altri paesi, in particolare cinesi, nordafricani e romeni.
La crisi continua a colpire il comparto occupazionale, crescono infatti il tasso di disoccupazione e la cassa integrazione mentre solo un laureato su quattro ha il posto fisso e il 36% trova occupazione come stagista o collaboratore occasionale. Segnali positivi giungono però dalle imprese, grazie alla crescita delle iscrizioni di nuove attività, della produzione industriale e della domanda estera, che portano maggiore ottimismo tra gli imprenditori, non tralasciando responsabilità sociale, cui dedicano 1,4 miliardi l’anno e ambiente, con il +10,4% di imprese con certificazione ambientale.

Più prudenti le famiglie: praticamente invariata la spesa media mensile dal 2009, ferma a 2.870 euro e con marcate differenze tra ricchi e poveri, centro città e periferia.

Milano rimane tra le metropoli dove i prezzi crescono meno in Europa, ma i prezzi aumentano del 3% e si ricorre quindi maggiormente a soluzioni alternative come mercati rionali, discount e outlet.
Restano bassi anche gli affitti e si assiste ad un lenta ripresa del settore immobiliare. A crescere anche altri comparti, alcuni trainati dagli stranieri, come ristorazione e benessere, altri dalle nuove esigenze di spesa dei milanesi come il commercio on-line e l’usato, affiancati ad eccellenze come il +16,7% delle attività legate alla produzione di lenti e occhiali, il +13% delle imprese culturali e il +31% in 5 anni delle gallerie d’arte.
I milanesi non trascurano infatti la cultura, spendono in cinema e librerie e vanno a teatro in media quattro volte tanto il resto degli italiani. Bene anche il turismo: la città piace ai visitatori che portano ognuno circa 500 euro al territorio.

Milano - ha dichiarato Carlo Sangalli presidente della Camera di commercio di Milano - conferma la sua tradizionale vocazione imprenditoriale anche per il 2010, in un anno ancora difficile a causa della crisi. E’ quindi sempre importante in questa fase sostenere le imprese con strumenti adeguati e innovativi nel loro sforzo di ripresa”.

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