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Le spese obbligate "soffocano" i consumi delle famiglie

Outlook dei Consumi Censis-Confcommercio. Sulle famiglie pesa il pagamento di spese fisse incomprimibili come utenze e tariffe. Riviste al ribasso le stime del Pil: 0,8 per cento nel 2011 e 1 per cento nel 2012.

Presentato a Roma, presso la sede nazionale di Confcommercio, l’Outlook dei Consumi, realizzato in collaborazione con il Censis, sul clima di fiducia e le aspettative delle famiglie italiane. Ad illustrarne i contenuti sono intervenuti il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma e il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella.
Cresce la quota di famiglie che hanno aumentato i consumi nel primo semestre 2011 (il 54,3% rispetto al 48,3% del secondo semestre 2010) anche se l’incremento è dovuto prevalentemente alla spesa per benzina e parcheggi (per due famiglie su tre); oltre il 50% del campione ha utilizzato tutto il reddito disponibile per coprire i consumi e quasi il 20% ha speso più di quanto guadagnato (in quest’ultimo caso, il 65% è dovuto ricorrere ai propri risparmi); solo il 7% accantona risorse per affrontare spese importanti come l’acquisto di una casa (l’investimento in immobili si conferma il migliore utilizzo possibile dei propri risparmi).
Quanto al futuro, prevale un atteggiamento diffuso di prudenza con quasi il 66% del campione che prevede di mantenere stabili nei prossimi sei mesi le spese; aumenta il numero di incerti (dal 13,7% di gennaio al 21,8% di giugno), diminuiscono i pessimisti (dal 45,1% al 37,5%) e resta sostanzialmente stabile la quota di ottimisti (dal 41,3% al 40,7%).
Insomma, se da un lato sembra proseguire la fase di ripresa dei consumi, questa tendenza si esplica, però, con dinamiche decisamente poco entusiasmanti anche a causa del peso crescente delle spese fisse "incomprimibili" (tariffe, utenze e bollette varie); e anche se non siamo di fronte a situazioni di impoverimento diffuso, il ridimensionamento del potere di acquisto e il ricorso a quote di risparmio privato evidenziano una diffusa fragilità economica delle famiglie.




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