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La nuova legge sulle borse di plastica

In materia di riduzione dell'utilizzo di borse di plastica, il Ministero dell'Ambiente, in risposta ai numerosi quesiti pervenuti, ha fornito chiarimenti interpretativi sulle nuove disposizioni introdotte dall'art. 9-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 come convertito in legge dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, in attuazione degli obblighi contenuti nella direttiva 2015/720/UE.

BUSTE DI PLASTICA COMMERCIALIZZABILI

Le nuove disposizioni che riguardano l’utilizzo di borse di plastica fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti, si applicano a partire dal 1°gennaio 2018:

1.   Borse di plastica riutilizzabili

·      borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco:
·      con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;
·      con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;

·      borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco:
·      con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;
·      con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;

2. Borse di plastica monouso "leggere", biodegradabili e compostabili, certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità;

3. Borse di plastica monouso "ultraleggere", biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore.

OBBLIGO DI FAR PAGARE TUTTE LE BORSE DI PLASTICA AMMESSE AL COMMERCIO
Sull'argomento, si evidenzia che l'art. 226 bis, D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse di plastica biodegradabili e compostabili, nonché le borse di plastica riutilizzabili e le borse ultraleggere "non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d'acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite".


BORSE PER ALIMENTI SFUSI-ULTRALEGGERE (le novità normative)
Le borse di plastica in materiale ultraleggero sono quelle di spessore inferiore a 15 micron e sono quelle tipicamente usate per motivi di igiene alimentare (come avvolgere il pesce venduto al banco) o come imballaggio primario per alimenti sfusi, quali ad esempio la frutta e verdura (sono i tipici sacchetti che si trovano al supermercato accanto ai banchi di ortofrutta).
Tali tipi di borse rappresentano un significativo impatto per l'ambiente e la direttiva 2015/720/Ue ha tra i suoi scopi quello di avviarne la progressiva riduzione. Con il Decreto Legge 91/2017 il Legislatore italiano, con l'art. 226-ter, ha previsto la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica in materiale ultraleggero da realizzarsi secondo precise modalità e tempistiche:

a) dal 1° gennaio 2018, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40 per cento;

b) dal 1° gennaio 2020, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 50 per cento;

c) dal 1° gennaio 2021, possono essere commercializzate esclusivamente le borse biodegradabili e compostabili e con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 60 per cento.

COME RICONOSCERE IL SACCHETTO CONFORME ALLE NORME?
È opportuno che chi commercializza tali sacchetti si accerti della conformità degli stessi alle norme di legge già al momento dell’acquisto da parte del fornitore. Pertanto, raccomandiamo alle aziende che dovessero avere necessità di ordinare sacchetti, di fare molta attenzione e di chiedere ai propri fornitori l’assicurazione scritta (utilizzando il modulo allegato) che i prodotti ordinati siano conformi a quanto disposto dalla nuova normativa.

UTILIZZO DI BORSE PORTATE DALL'ESTERNO PER ASPORTO PRODOTTI SFUSI
La normativa prevede anche la possibilità, da parte del consumatore che non intende pagare la borsa ultraleggera, di utilizzare, al posto della stessa, imballaggi portati dall'esterno del negozio, a condizione che non siano mai stai utilizzati e che siano idonei per scopi alimentari.
Ipotesi questa sicuramente marginale.
 
QUADRO SANZIONATORIO

Chi commercializza borse di plastica per il trasporto che non corrispondano alle caratteristiche previste dalla norma è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro.
 
Analoga sanzione colpisce chi commercializza i sacchetti "ultraleggeri" non rispondenti alle caratteristiche del nuovo articolo 226-ter del Dlgs 152/2006.
 
La sanzione è aumentata fino al quadruplo del massimo (100.000 euro) se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto o un valore della merce superiore al 10% del fatturato del trasgressore, nonché nel caso di utilizzo sulle borse di diciture o altri mezzi elusivi degli obblighi previsti dalla normativa.


MANCATA INDICAZIONE DEL PREZZO DI CESSIONE
 

La vigente normativa punisce indifferentemente (stesso importo) sia la commercializzazione dei sacchetti non conformi che la mancata registrazione sullo scontrino di cassa del costo del sacchetto acquistato dal consumatore. Confcommercio ha evidenziato in sede parlamentare come sarebbe più corretto differenziare le due ipotesi di violazione andando ad alleggerire con una sanzione più modesta un comportamento omissivo che può considerarsi irrilevante per le finalità di tutela ambientale rispetto al comportamento ben più grave dell’immissione di sacchetti non conformi.

Per informazioni dettagliate: Ufficio Servizi Associativi tel. 0332.342113/011

ALLEGATI:
- dichiarazione di conformità
- vademucum illustrativo



Documenti Allegati:
- Dichiarazione di conformità
- Vademecum illustrativo
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