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Vendita diretta di testi scolastici nelle scuole: l’intervento dei fiduciari Ugolini e Vigezzi

Commerciare libri all’interno delle scuole viola alcune disposizioni di legge

La vendita diretta nelle scuole di testi scolastici da parte di rappresentanti e/o agenti di case editrici, è una questione che si trascina oramai da diversi anni. La Legge in materia è estremamente chiara ed indica precise norme da rispettare.

I Fiduciari Ascom delle categorie interessate, Giovanni Ugolini e Carlo Vigezzi, in sintonia con ALI (Associazione librai italiani) aderente a Confcommercio, hanno voluto opportunamente segnalare la situazione all’ Ufficio Scolastico Provinciale (ex-Provveditorato agli Studi) ed a tutti gli Istituti scolastici oltre che ai comuni interessati.

Commerciare libri all’interno delle scuole viola innanzitutto alcune disposizioni di legge a partire dall’Art.157 D.lgs del 16 Aprile 1994 n.297 che sancisce il divieto a tutto il personale scolastico di commerciare libri di testo. L’Art.50 D.M. 1 Febbraio n.44 proibisce inoltre l’utilizzo, anche temporaneo, dei locali dell’Istituto per lo svolgimento di finalità estranee a quelle strettamente formative ed educative. Inoltre va sottolineato che se tali vendite avvenissero attraverso l’utilizzo di contanti, si andrebbe incontro alla violazione della stessa normativa tributaria.

L’invito rivolto a tutti gli operatori del settore, nel caso fossero a conoscenza di vendite o situazioni contrarie alle normative vigenti, è quello di segnalarlo tempestivamente alla nostra associazione.   


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