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Negozi: alla Camera si discute lo stop alle aperture domenicali

Arriva in commissione Attività Produttive la proposta di legge a prima firma Saltamartini. L'ok abrogherebbe la norma introdotta da Monti che aveva lasciato totale libertà agli esercizi commerciali. Il sottosegretario Dell'Orco: "una battaglia iniziata nel 2013 che finalmente prende forme definite"

In commissione attività produttive è stata incardinata la proposta di legge, a prima firma della leghista Barbara Saltamartini, che disciplina gli orari degli esercizi e limita le aperture nei giorni festivi alle sole domeniche del mese di dicembre oltre ad altre quattro domeniche o festività durante l'anno. Il disegno di legge, composto di due soli articoli, di fatto abroga i due articoli che hanno liberalizzato le aperture dei negozi e in particolare l'articolo 31 del cosiddetto "Salva Italia" varato dal governo Monti, che aveva introdotto su questo fronte la massima autonomia da parte degli esercizi.

La norma attualmente in vigore prevede infatti che "le attività commerciali (..) e somministrazione di alimenti e bevande sono svolte senza il rispetto di orari di apertura e di chiusura, dell'obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell'esercizio". 

Il nuovo testo reintroduce la chiusura domenicale obbligatoria e affida a comuni e regioni il compito di determinare il nuovo quadro delle regole, fissando un massimo di circa otto aperture straordinarie.

"Le regioni, d'intesa con gli enti locali - spiega il ddl  - adottano un piano per la regolazione degli orari di apertura e di chiusura degli esercizi commerciali di cui al comma 1 che prevede l'obbligo della chiusura domenicale e festiva dell'esercizio". "Nel  piano  adottato  ai  sensi  del comma 4 - si aggiunge - sono individuati i giorni e le zone del territorio nei quali gli esercenti possono derogare  all'obbligo  di  chiusura  domenicale  e  festiva.  Tali  giorni  comprendono  le domeniche  del  mese  di  dicembre,  nonché ulteriori quattro domeniche o festività nel corso degli altri mesi dell'anno. 

"Le liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti nel Decreto 'Salva Italia' non hanno prodotto gli effetti sperati. Occorre dunque una rivisitazione della normativa che da una parte non penalizzi il commercio, in particolare quello di prossimità e le botteghe storiche e, dall'altra, restituisca ai cittadini e alle famiglie una dimensione socio-economica più a misura d'uomo, riscoprendo il gusto e il valore della domenica e delle festività", dichiara Giorgia Andreuzza, capogruppo della Lega in Commissione Attività Produttive della Camera. "Con il relatore, Andrea Dara, predisporremo un fitto calendario di audizioni. Ciò per consentire il più ampio dialogo possibile e, di conseguenza, dare al provvedimento tutta la flessibilità necessaria in vista di deroghe, come per esempio nel caso delle città d'arte e turistiche".


Dell'Orco: "una battaglia iniziata nel 2013 che finalmente prende forme definite"
 
"Come definito ieri in una riunione tra M5S e Lega, insieme a Davide Crippa e Barbara Saltamartini, oggi in commissione Attività produttive è stato definito l'iter per rivedere le liberalizzazioni di Monti sugli orari di apertura degli esercizi commerciali. Si va verso le chiusure festive e domenicali con possibilità di alcune deroghe che verranno definite nelle prossime settimane". Lo afferma Michele Dell'Orco (M5S), sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti. "Tuteleremo chi lavora nei centri commerciali e i piccoli negozianti distrutti dalla grande distribuzione. Una battaglia iniziata nel 2013 - conclude - che finalmente prende forme definite".
 


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