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Fattura elettronica: Figisc denuncia le difficoltà

"Grandi difficoltà in questi primi giorni con la fattura elettronica in molte delle oltre 250 stazioni di carburanti milanesi". Lo rileva FIGISC, il sindacato dei gestori impianti stradali carburanti

Il sindacato dei gestori di carburanti, in una nota, comunica che «condivide le motivazioni che hanno portato all’adozione della fatturazione elettronica, ma vuole evitare il caos nelle stazioni di rifornimento carburanti ed auspica che, nel breve, si pensi a pratiche misure correttive».

Dall’avvio della fatturazione elettronica non sono, infatti, mancati episodi, segnalati al Sindacato dagli stessi operatori, che hanno ulteriormente accresciuto la preoccupazione dei gestori milanesi (ma il discorso è chiaramente estensibile all’intero territorio nazionale ed a tutta la rete distributiva dei carburanti). 

«Come ad esempio la richiesta, peraltro legittima, di alcuni giovani – segnala Paolo UNITI, Segretario Nazionale Generale di FIGISCdi emissione della fattura elettronica a fronte di un’erogazione di qualche euro di benzina nello scooter, oppure la dimenticanza di molti piccoli imprenditori dei propri dati di identificazione fiscale. Episodi che creano fila alle casse del distributore. Per non parlare delle email e dei codici identificativi errati».

«Inoltre – prosegue Uniti – nei prossimi mesi i gestori carburanti dovranno affrontare una seconda rivoluzione ‘digitale’ con l’obbligo dell’invio telematico dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate e, tra elaborazione di fatture elettroniche e invio telematico dei corrispettivi, qualcuno dovrà pur mettere il carburante nelle auto ed occuparsi degli altri servizi per l’automobilista”.

Nelle interviste dei media ai gestori emerge che «il meccanismo è complicato e porta via troppo tempo. Per registrare ogni cliente impieghiamo oltre cinque minuti. E non è poco, se si pensa alla coda che già si forma nelle ore di punta…» e che è «complicato gestire la clientela quando si hanno in contemporanea sette persone. Serviamo in media quattrocento clienti al giorno, di cui circa centoventi chiedono fatturazione. I liberi professionisti non hanno l’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio, ergo dobbiamo inserire i dati manualmente. E ogni volta bisogna comunque inserire di nuovo codice univoco e partita IVA. In pratica ci vuole una persona dedicata a questo».

Considerazioni che confermano, ad abundantiam, quanto già anticipato sul tabloid di categoria Figisc Anisa News n. 2 del 27.02.2018: «…su 400 rifornimenti giornalieri, circa 70 sono a carta carburante, dal 1° luglio [N.d.R.: con la proroga poi dal 1° gennaio 2019] a fattura elettronica…Il tempo necessario al buon fine della fattura elettronica – in condizioni ottimali di software, connessione e confidenza col programma – é di circa 5 minuti primi; per 70 fatture/giorno, il tempo addetto é di 5 ore e 50’ al giorno; il costo-lavoro addetto va da 10,60 euro/ora se in contratto di formazione a 17,70 euro/ora se in contratto ordinario: ossia per la fatturazione elettronica di un giorno, il costo-lavoro dell’addetto va, a seconda del regime contrattuale, da 62 a 103 euro.» 

In altre parole, il puro costo del lavoro dedicato all’adempimento assorbe il margine del gestore su un volume di vendite da 2.100 a 3.400 litri/giorno in self, da 1.200 a 2.100 litri/giorno col margine in servito.

Coi volumi medi di erogazione degli impianti della rete distributiva italiana, il costo del lavoro solo per la fattura elettronica, in sostanza, assorbe il 58 % del margine sulle vendite annue.


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