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Nasce Terziario Donna Lombardia. Cristina Riganti eletta vice presidente

Riganti affianca la presidente Lionella Maggi, già alla guida del Terziario Donna di Milano

Il Terziario Donna Lombardia da è realtà. Il primo consiglio direttivo convocato a Milano a Palazzo Castiglioni, sede di Confcommercio Milano, ha visto martedì 29 giugno l’elezione a presidente di Lionella Maggi (nella foto a destra) e della nostra Cristina Riganti, presidente di Terziario Donna provincia di Varese, (nella foto a sinistra) a vicepresidente.

RIGANTI: «POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA»

Riganti, consigliera nazionale e presidente del TD delle provincia di Varese, ha subito indicato la strada che il neonato gruppo seguirà a livello regionale: «In Lombardia l’imprenditoria femminile è particolarmente forte e, soprattutto in un contesto storico come questo, deve essere protagonista della ripresa. Ci sono partite in cui giochiamo già un ruolo di primo piano, penso ad esempio alla sensibilità verso un’economia che definiamo generativa, in grado cioè di avere ricadute davvero positive per il sistema nel suo complesso, per il territorio, per la collettività. Ma dobbiamo fare in modo che l’attenzione si alzi su temi fondamentali come le politiche per sostenere la ripartenza e il welfare. Questo è il momento in cui si può dare una svolta, mettendo al centro l’attenzione alle persone e noi, come imprenditrici, possiamo davvero fare la differenza».

IL SONDAGGIO

Il primo consiglio del Terziario Donna regionale è stato anche l’occasione per diffondere i dati raccolti attraverso il sondaggio diffuso ad oltre 350 imprese da Confcommercio Lombardia in concomitanza con l’istituzione della zona bianca.

Le risposte raccolte evidenziano come le imprenditrici abbiano una visione complessivamente positiva per il futuro della propria attività (80%): le prospettive sono infatti definite apertamente positive (52%), o stazionarie (28%); solo il 20% si è espressa in maniera negativa. Una percezione, insomma, globalmente ottimista, anche rispetto agli imprenditori uomini, che si sono detti esplicitamente negativi per il 26%.

Sul fronte dell’occupazione, per 8 imprenditrici su 10 (81%) il numero dei dipendenti/collaboratori resterà stabile nei prossimi mesi, per il 15% diminuirà, per il 4% andrà incontro ad un aumento.

IN LOMBARDIA 160MILA IMPRESE FEMMINILI

Chiamate ad esprimersi su un lascito degli ultimi, difficilissimi, mesi su cui varrà la pena continuare ad investire, un'imprenditrice su cinque (21%) auspica un sistema che permetta di conciliare meglio famiglia e carriera; il 22% guarda con interesse all’implementazione di politiche sostenibili; una imprenditrice su tre (30%) ha risposto di vedere come un'opportunità l'accelerazione sul digitale e pensa che le restrizioni abbiano rappresentato un modo per ripensare il proprio business alla luce di nuove esigenze della società; una su due (53%) vede come eredità positiva la maggiore attenzione riservata alla salute e alla prevenzione.

In Lombardia le imprese a guida femminile sono circa 160 mila, il 19% del totale, il 13% delle imprese femminili del totale nazionale. 


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