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Aumenta il credito d'imposta per energia elettrica e gas

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 50/2022 c.d. “Aiuti” che prevede un incremento dal 12% al 15%, e dal 20% al 25%, dell’aliquota dei crediti d’imposta per l’acquisto, rispettivamente, di energia elettrica e di gas naturale da parte delle imprese.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 114/2022 del 17 maggio 2022, il Decreto Legge  n. 50/2022 – c.d. “Aiuti” - recante “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività  delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina”, in vigore dal 18 maggio 2022. 


Per quanto più interessa il nostro settore, si prevede: 

un incremento dal 12% al 15%, e dal 20% al 25%, dell’aliquota dei crediti d’imposta per l’acquisto,  rispettivamente, di energia elettrica e di gas naturale da parte delle imprese; 

la concessione, fino al 31 dicembre 2022, di contributi a fondo perduto e di garanzie per  l’erogazione di finanziamenti mediante SACE e il Fondo PMI, per il sostegno alla liquidità delle  imprese danneggiate direttamente o indirettamente dalla crisi Ucraina; 

la maggiorazione, dal 20 al 50%, del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali  immateriali 4.0 sostenuti nel corso del 2022.



Art. 2 – Incrementi dei crediti d’imposta in favore delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e di  gas naturale 

La disposizione prevede un incremento della misura dei tax credit energia elettrica e gas già previsti da  precedenti provvedimenti normativi in favore delle imprese; di specifico interesse risulta: - per il gas naturale, l’aumento dal 20% al 25% del credito d’imposta di cui all’art. 4 del D.L. n.  21/2022 - da calcolare sulla spesa sostenuta per l’acquisto di gas naturale, consumato nel  secondo trimestre del 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici - a cui possono  accedere le imprese, non rientranti tra quelle a forte consumo di gas naturale (di cui all’art. 5 del  D.L. n. 17/2022, conv. con modif. dalla L. n. 34/2022). Sul punto è bene ricordare che con Risoluzione n. 18/E l’Agenzia delle Entrate ha previsto che per usufruire di tale intervento  di sostegno (in compensazione, mediante modello F24) occorrerà utilizzare il codice tributo  “6964””; 

- per l’energia elettrica l’aumento dal 12% al 15% dell’aliquota del credito d’imposta di cui all’art.  3 del D.L. n. 21/2022, riconosciuto in favore delle imprese dotate di contatori di potenza  disponibile pari o superiore a 16,5 kW (non rientranti nella categoria di imprese energivore di cui  al DM MISE del 21.12.2017). La percentuale sopra indicata è da riferire alla spesa sostenuta per  l’acquisto di energia elettrica, effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022. In questo  caso il codice tributo da utilizzare è il numero “6963”; 

Si coglie l’occasione per segnalare che, con Circolare n. 13/E dello scorso 13 maggio, l’Agenzia delle  Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in ordine agli ambiti soggettivo e oggettivo di applicazione dei  suddetti crediti d’imposta, nonché, tra l’altro, al regime di cedibilità degli stessi.

Artt. 15, 16 e 18 – Misure temporanee a sostegno della liquidità delle imprese con sede in Italia danneggiate dalla crisi Ucraina 

Le disposizioni prevedono una serie di interventi volti a sopperire alle esigenze di liquidità riconducibili  alle conseguenze economiche negative derivanti dalla crisi internazionale attualmente in corso,  prevedendo, tra l’altro, fino al 31 dicembre 2022, regimi straordinari di concessioni di garanzie per i  finanziamenti per le imprese mediante SACE e il Fondo di garanzia per le PMI. 

Per quanto riguarda le garanzie concesse da SACE (pari al 90%, 80%, o 70%, in misura inversamente  proporzionale alle dimensioni dell’impresa e al valore del fatturato delle aziende richiedenti), l’art. 15 prevede che ai fini dell’accesso alla misura le imprese debbano dimostrare di essere danneggiate  direttamente o indirettamente dal conflitto in corso in Ucraina, in termini di contrazione della produzione  o della domanda dovute alla perturbazione nelle catene di approvvigionamento dei fattori produttivi, in particolare materie prime e semilavorati, o a loro rincari o dovute alla cancellazione di contratti con  controparti aventi sede legale nella Federazione Russa, nella Repubblica di Biellorussia, o nella Repubblica  Ucraina, ovvero che l’attività d’impresa sia limitata o interrotta quale conseguenza immediata e diretta dei rincari dei costi per energia e gas riconducibile alla crisi in atto e che le esigenze di liquidità siano ad  esse riconducibili. I finanziamenti potranno essere di durata non superiore a 6 anni (estendibile a 8 anni  a determinate condizioni), con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento di  massimo 36 mesi. 
Quanto invece al Fondo di Garanzia per le PMI, l’art. 16 prevede che, fino al 31 dicembre 2022, per far  fronte a esigenze di liquidità direttamente derivanti dall’interruzione delle catene di approvvigionamento  ovvero rincaro dei prezzi di materie prime e fattori di produzione dovute alle misure restrittive adottate  a seguito dell’aggressione all’Ucraina, in favore delle imprese possano essere rilasciate garanzie a titolo  gratuito entro il limite massimo di 5 milioni di euro.
La misura dell’importo garantito varia a seconda della  destinazione dell’investimento, fino a un massimo del 90%, in caso di finanziamenti finalizzati alla  realizzazione di obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici. Inoltre, ai sensi dell’art. 18, viene stabilito per il 2022 l’istituzione di un Fondo, nello stato di previsione  del MISE, con una dotazione di 130 milioni di euro, per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore  delle PMI nazionali, diverse da quelle agricole, che possiedono, cumulativamente, i seguenti requisiti:

- l’aver realizzato, negli ultimi 2 anni, operazioni di vendita di beni e servizi in Ucraina, Russia o  Bielorussia in misura pari ad almeno il 20% del fatturato aziendale totale; 
- l’aver subito, nell’ultimo trimestre, un incremento del costo di acquisto medio per materie prime  e semilavorati di almeno il 30% rispetto alla media dello stesso periodo del 2019; 
- l’aver subito, nell’ultimo trimestre, un calo del fatturato di almeno il 30% rispetto allo stesso  periodo del 2019. 

Le modalità attuative di erogazione dei contributi e i termini per la presentazione delle domande saranno  stabilite con successivo decreto del MISE. 

Art. 21 – Maggiorazione del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali immateriali 4.0

La norma prevede un incremento, dal 20% al 50%, della misura del credito d’imposta di cui all’art. 1,  comma 1058 della L. n. 178/2020, per gli investimenti in beni strumentali immateriali 4.0 di cui all’allegato  B della L. n. 232/2016 realizzati nell’anno 2022 (ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro il  31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato e sia avvenuto il pagamento di almeno il 20% del costo  di acquisizione). 

Sul punto si ricorda che lo scorso 21 marzo, si è tenuto un webinar organizzato dalla Federazione – aperto  ad associazioni e imprese - avente ad oggetto gli incentivi previsti per l’acquisto di beni strumentali  all’esercizio dell’attività d’impresa. Nel corso dell’incontro, che ha previsto anche il coinvolgimento di  EFCEM – Associazione italiana dei produttori di attrezzature professionali per la ristorazione e il lavaggio  professionali – sono stati analizzati i requisiti d’accesso, le tipologie di beni acquistabili, la misura dei  benefici, nonché i termini e la modulistica per presentare domanda 

Per completezza si segnala che è stata pubblicata dall’Agenzia delle Entrate la Circolare n. 14/E del 17  maggio 2022, contenente alcuni chiarimenti sui crediti d’imposta introdotti dalla Legge di Bilancio n. 234  del 30 dicembre 2021 aventi ad oggetto, tra l’altro, gli investimenti in beni strumentali nuovi, in ricerca e  sviluppo, e il bonus acqua potabile. 

Art. 22 – Credito d'imposta formazione 4.0 

Con specifico riferimento alla qualificazione delle competenze del personale, le aliquote del credito  d'imposta del 50% e del 40% previste dall'articolo 1, comma 211, della legge 27 dicembre 2019, n. 160,  per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all'acquisizione o al consolidamento delle  competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, sono  rispettivamente aumentate al 70% e al 50%, a condizione che le attività formative siano erogate dai  soggetti individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottare entro trenta giorni  dalla data di entrata in vigore del decreto in commento e che i risultati relativi all'acquisizione o al  consolidamento delle suddette competenze siano certificati secondo le modalità stabilite con il medesimo  decreto ministeriale.  

Con riferimento ai progetti di formazione avviati successivamente alla data di entrata in vigore delle  disposizioni in esame che non soddisfino le condizioni citate, le misure del credito d'imposta sono  rispettivamente diminuite al 40% e al 35%. 

Art. 31 Indennità una tantum per i lavoratori dipendenti 

Ai lavoratori dipendenti che per almeno una mensilità hanno beneficiato dell'esonero di cui all'articolo 1,  comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, non titolari dei trattamenti di cui all'articolo 32  (Indennità una tantum per pensionati e altre categorie di soggetti) è riconosciuta per il tramite dei datori  di lavoro nella retribuzione erogata nel mese di luglio 2022, una somma a titolo di indennità una tantum  di importo pari a 200 euro. Tale indennità è riconosciuta in via automatica, previa dichiarazione del  lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all'articolo 32: 

- (comma 1) soggetti residenti in Italia, titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico di  qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e reddito personale assoggettabile ad IRPEF, al netto dei contributi previdenziali  e assistenziali, non superiore per l'anno 2021 a 35.000 euro a cui è corrisposta con la mensilità  di luglio 2022 un'indennità una tantum pari a 200 euro;

- (comma 18) ai nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza a cui è corrisposta d'ufficio nel mese di luglio 2022, unitamente alla rata mensile di competenza, un’indennità una tantum pari a 200 euro. 

Art. 33 - Fondo per il sostegno del potere d'acquisto dei lavoratori autonomi  

È istituito il Fondo per l'indennità una tantum per i lavoratori autonomi e i professionisti, con una  dotazione finanziaria di 500 milioni di euro per l'anno 2022, destinata a finanziare il riconoscimento,  in via eccezionale, di un’indennità una tantum per l’anno 2022 ai lavoratori autonomi e ai  professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e ai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza che non  abbiano fruito dell’indennità di cui agli articoli 31 e 32 del decreto in commento e che abbiano  percepito nel periodo d'imposta 2021 un reddito complessivo non superiore all'importo stabilito con  decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in esame. 

Per le restanti disposizioni si rinvia alla lettura del provvedimento al seguente link: DECRETO-LEGGE 17 maggio 2022, n. 50
 
 


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