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Covid: dogane aperte. Basta tampone, spostamenti liberi nelle fasce di confine

I residenti della frontiera italiana (italiani, ovviamente, ma anche svizzeri, austriaci, sloveni, croati, francesi), se si spostano per non più di 60 km dal luogo di residenza e rientrano entro le 24 ore non hanno più l'obbligo di tampone

Via libera agli spostamenti senza tampone nelle fasce frontaliere, grazie all'Ordinanza emanata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, nella serata del 2 giugno.

Il che significa che i residenti della frontiera italiana, se si spostano per non più di 60 km dal luogo di residenza e rientrano entro le 24 ore non hanno più l'obbligo di tampone: svizzeri, austriaci, sloveni, croati, francesi possono quindi entrare nel territorio italiano per una gita o per acquisti in giornata, senza sottoporsi a test Covid, anche se resta in vigore l'obbligo di compilare il modulo europeo di localizzazione dei viaggiatori.

Lo stesso vale per gli Italiani che si rechino al di là della frontiera, sempre entro un raggio di 60 km dalla propria residenza: niente tampone al rientro in Italia.

Quindi, gli svizzeri e gli italiani delle zone di confine potranno muoversi oltre confine senza fare il tampone. Potranno farlo per un massimo di 24 ore ad una distanza massima di 60 km dalla residenza.


IL TESTO DELL'ORDINANZA DEL MINISTRO DELLA SALUTE SPERANZA
 
A condizione che non insorgano sintomi di Covid-19 e fermi restando gli obblighi di dichiarazione previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021 e dall’articolo 3 dell’ordinanza del Ministro della salute 14 maggio 2021, le disposizioni di cui all’articolo 2, commi 1 e 2, della medesima ordinanza non si applicano in caso di rientro nel territorio nazionale a seguito di permanenza di durata non superiore a 24 ore in località estere situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo di residenza, domicilio o abitazione.

2. A condizione che non insorgano sintomi di Covid-19 e fermi restando gli obblighi di dichiarazione previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo 2021 e dall’articolo 3 dell’ordinanza del Ministro della salute 14 maggio 2021, le disposizioni di cui all’articolo 2, commi 1 e 2, della medesima ordinanza non si applicano in caso di permanenza di durata non superiore alle 24 ore in località del territorio nazionale situate a distanza non superiore a 60 km dal luogo estero di residenza, domicilio o abitazione.

3. In caso di superamento dei limiti territoriali o temporali di cui ai commi precedenti, trova applicazione l’articolo 2, commi 1 e 2, dell’ordinanza del Ministro della salute 14 maggio 2021.
 
L'obbligo di compilazione del modulo europeo era entrato in vigore lo scorso 24 maggio, e aveva scatenato le proteste dei comuni frontalieri, In particolare si era esposto il  sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, che ricopre anche l'incarico di presidente dell'associazione dei comuni frontalieri italiani, che aveva scritto al Ministro della Salute, lamentando uno "stillicidio di provvedimenti di settimana in settimana" con i quali si complicava inutilmente la vita delle popolazioni e delle economie di confine.

Nello stesso tempo si attivavano anche i parlamentari eletti all'estero e quelli delle zone frontaliere.

Al Ministero arrivava la pressione di tutti i rappresentanti di quel territorio, e dopo un primo rinvio della questione il ministro Speranza e il CTS hanno finito per occuparsi della specificità di quei territori, riconosciuta dalla nuova ordinanza.
 
In allegato, il testo dell'Ordinanza del Ministero della Salute 



Documenti Allegati:
- Ordinanza Ministero Salute 2 giugno 2021
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